Roberta Capanni per la rubrica “ Mete di viaggio” – Si può visitare Firenze in un giorno?  Impresa non facile praticamente impossibile ma io vi propongo un tour che vi farà camminare e vi farà venire la voglia di tornare.
Sicuramente non è possibile vedere tutto e capire tutto perché Firenze è la città del Rinascimento ma non solo. Inutile dire che dal  1982 il suo centro storico è stato inserito tra i siti Unesco Italiani patrimonio dell’umanità.

Quindi cosa facciamo? Una visita “classica” o iniziamo un giro un po’ “controcorrente”?

Fiorentina, battezzata in San Giovanni come Dante Alighieri (questo potrà non dire niente agli stranieri ma molto dovrebbe dire agli italiani), ho per la città un rapporto di amore-odio. Come spesso capita ama a chi ama troppo questa città.  Senza mettermi sullo stesso piano ovviamente, ma solo per informazione storica, segnalo che anche  Dante e  Leonardo da Vinci provarono ciò che intendo io.

Firenze panorama dal piazzale foto Roberta Capanni

Il giro che vi propongo è per chi scende alla Stazione di Santa Maria Novella (cosa consigliabile)

Da fiorentina Doc vi voglio far scoprire la mia città in un percorso essenziale nel centro storico di Firenze che parte da Piazza della Stazione nei pressi di Santa Maria Novella. La Stazione ci mostra che Firenze non è solo Rinascimento. La terza stazione italiana per movimento è considerata, dal punto di vista architettonico,  uno dei capolavori del razionalismo italiano (a Firenze un altro bell’esempio da vedere prima che ne facciano scempio: lo Stadio Artemio Franchi). La stazione fu  progettata all’inizio degli anni trenta da una squadra di architetti detta Gruppo Toscano, guidati da Giovanni Michelucci.

Uscendo dalla stazione ci si imbatte nel dietro di una chiesa, una delle più importanti e belle di Firenze: è Santa Maria Novella.

Firenze panorama Cupola dle Brunelleschi – foto di Roberta Capanni

 

La chiesa di Santa Maria Novella

La chiesa di Santa Maria Novella si apre su una enorme piazza detta,  a metà del 1800, “La Mecca degli stranieri.  La chiesa di Santa Maria Novella è stata fondata dagli agostiniani e  sorse su una piccola chiesa del 1000 d.C. dedicata a Santa Maria delle Vigne che, al tempo, era  situata fuori dalle mura. I lavori di costruzione iniziarono nel 1279 e poi vi fu affiancato il convento. Questa basilica  fu consacrata dal papa Martino V che all’epoca risiedeva a Firenze.

Santa Maria Novella: il  saper fare medievale e la visione rinascimentale

Su progetto di due frati nacque la chiesa ma, nei secoli successivi, furono fatti vari interventi. Per esempio  Giorgio Vasari intervenne  nel 1575 con la rimozione del recinto del coro e la ricostruzione degli altari laterali, che comportò l’accorciamento delle finestre gotiche.

Santa Maria Novella – Foto di Roberta Capanni

La cosa bella a cui non si può dare solo uno sguardo frettoloso, è la facciata. Sublime. Si vede il tocco di  Leon Battista Alberti che disegnò il grande portale centrale e completò la parte superiore della facciata.
La piazza su cui affaccia la Basilica ha cambiato più volte aspetto nel tempo. Oggi ci sono moderne sedute in pietra, aiuole recintate e tanti bar che si allungano sulla piazza. Da segnalare lo storico hotel Minerva che aprì i battenti nel 1869 e che si trova in un palazzo con una stratificazione secolare.

Davanti alla basilica, sotto il porticato e all’interno dell’antico Spedale delle Leopoldine in Piazza Santa Maria Novella, si trova il Museo del ‘900 con opere del XX secolo. Nella strada adiacente, via della Scala, si trova la meravigliosa e Antica Farmacia di Santa Maria Novella con i suoi profumi e la sua storia iniziata nel 1221.

Verso il Salotto Buono” di Firenze

Piazza della Repubblica- foto RC

Sul fondo della piazza, tenendo la sinistra si aprono diverse strade caratteristiche che conducono tutte verso il salotto buono di Firenze: Via Tornabuoni. Qui i Grandi Marchi della Moda  (spesso partiti proprio da Firenze) hanno i loro negozi. Purtroppo alcuni luoghi caratteristici della città sono ormai spariti, fagocitati dall’ingordigia di certe case di moda.

Attraversata via Tornabuoni, all’altezza dell’incrocio tra via della Vigna Nuova e via della Spada, si imbocca via degli Strozzi. Si passa davanti al monumentale Palazzo Strozzi, prestigiosa famiglia fiorentina antagonista dei Medici. Sicuramente ci sarà una mostra d’arte moderna allestita. Può capirare, infatti, che il palazzo sia ricoperto di immagini enormi o da quanto altro possa venire in mente all’artista di turno come quella volta che  fu contornato da “gommoni” (barche). ( LEGGETE qui una storia legata al palazzo)

Via Tornabuoni – inverno- Foto di Giovanna Pulejo

Verso l’800 fiorentino

A questo punto vedrete davanti a voi un grande arco piuttosto anonimo. Potreste trovarlo in tante altre città. È il simbolo (per me) dello scempio subito da Firenze in occasione dei suoi cinque anni come Capitale del Regno d’Italia. Una pagina di storia tristissima che ha visto sparire la vera Firenze medievale

Piazza della Repubblica a Firenze

La grande piazza è nata  nel 1865. Sparito il Mercato Vecchio, sparito il ghetto, sparita l’anima medievale della città. Insomma, uno scempio all’italiana dovuto ad ambizioni politiche di pochi facendo credere che fosse per tutti.   Questo era il vero cuore della città ora segnato dalla colonna centrale. La colonna dell’Abbondanza segna il centro del castrum romano costruito nel 59.a.C su quanto esisteva di un insediamento etrusco di Visul (Fiesole).

In questa piazza, il mitico Caffè Giubbe Rosse sede fissa dal 1912 del movimento Futurista, fece storia.

 

Un giro dietro la piazza

Andando avanti si incontrano due vie storiche e si va verso una Firenze medievale. Però io vi farò girare dietro, passando sotto i portici vi troverete in via Pellicceria. Guardando dritto vedrete un palazzetto dall’aspetto medievale, Palagio di Parte guelfa, che, anche se rimaneggiato nel 1800, mantiene un suo certo fascino emotivo medioevale che può darvi l’idea di come poteva esser la città.

Palazzo Vecchio – Foto di R. Capanni

Chiesa di Orsanmichele

Vi ho fatto passare di qui perché la meta è Orsanmichele, un vero gioiello fiorentino che molti tour non prendono in considerazione, sbagliando. Qui c’era un loggiato per le granaglie poi diventato chiesa delle Arti. Una bella chiesa particolare, con statue nelle nicchie esterne di Ghiberti, Brunelleschi, Donatello, Giambologna e altri ancora.

Piazza della Signoria e Palazzo Vecchio

Vi piace questa Firenze? Bene, allora all’angolo troverete via Calimala. Era il cardo massimo della Firenze romana che incrociava il decumano dove avete visto la colonna di Piazza della Repubblica.

Ma ora tenetevi pronti, fate attenzione a dove mettete i piedi così da tenere gli occhi bassi, fissi sulle lastre di tipica pietra serena. Arrivati dove la strada finisce alzate gli occhi. Vedrete tutta la potenza e la maestosità di Palazzo Vecchio. Sorto sulle case della famiglia degli Uberti già edificate sui resti dell’antico anfiteatro romano, il palazzo incorporò una delle tanti torri presenti: la torre del Vacca. Il trecentesco palazzo, un tempo palazzo dei priori è ancora oggi sede del governo cittadino.

Dentro a palazzo vecchio bisogna entrare, almeno per vedere il Salone dei Cinquecento anche se solo il palazzo richiederebbe un mese di tempo per essere visto tutto. Dalle fondamenta medievali alla cima della torre.

La fontana del Nettuno (Biancone) foto di Roberta Capanni

Gli Uffizi e il corridoio Vasariano

Attaccati a Palazzo Vecchio ci sono gli Uffizi, oggi Gallerie degli Uffizi,   un complesso museale che comprende la Galleria, Il Corridoio vasariano (quello che passa sopra il Ponte Vecchio), Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Con poco tempo non si possono visitare gli Uffizi, inoltre ci vuole la prenotazione e comunque c’è sempre fila.

Nel 1560 il primo Granduca di Firenze, Cosimo I de’Medici, volle creare un interno passaggio che da Palazzo Vecchio lo portasse alla sua residenza: Palazzo Pitti.  Questo portò alla distruzione di un malfamato quartiere detto della Baldracca,  vide l’inglobamento dell’antica chiesa di San Pier Scheraggio ma dette vita alla Galleria. Il percorso interno prosegue passando sul Ponte Vecchio.

Firenze Ponte Vecchio  al tramonto – foto Roberta Capanni

Ponte Vecchio

Vedere Firenze senza mai vedere il suo fiume, l’Arno, non si può fare e quindi un salto veloce sul Ponte Vecchio con le sue caratteristiche botteghe degli orafi (prima c’erano i macellai ma l’odore dava noia al Granduca) va fatto. Se poi tornerete a Firenze consiglio una prenotazione per il Corridoio Vasariano da fare al tramonto quando il sole tramonta verso Pisa e incendia l’Arno dei suoi colori.

Torniamo in piazza

Tornate in Piazza Signoria, aggirate la statua del Biancone (cioè la Fontana del Nettuno, la prima fontana monumentale pubblica fiorentina) e percorrete tutta via de’ Gondi. Vi trovate ora in Piazza San Firenze e avete davanti l’ex Tribunale di Firenze, nel complesso del convento di San Filippo Neri che oggi ospita la Fondazione Franco Zeffirelli. Sulla sinistra, all’angolo con Borgo de’ Greci; lo storico hotel Bernini in un palazzo del XV secolo nelle cui sale si fece la storia d’Italia.

La basilica di Santa Croce in un giorno di pioggia. – Foto Roberta Capanni

La Basilica di Santa Croce

In fondo a Borgo de’ Greci  troverete un’altra meraviglia fiorentina. 8 secoli di storia per questa basilica dove  riposano i più grandi uomini della storia. Lo spirito francescano percorre ancora queste mura.

Fondata nel 1294 al posto di un oratorio costruito su un’isoletta formata da due bracci dell’Arno, nacque su progetto si Arnolfo di Cambio. Terminata nel 1385 (ma la facciata solo a metà del 1800 come quella del Duomo di Firenze) è una delle migliori realizzazioni del gotico in Italia.

Un gioiello di affreschi, in parte perduti a causa della cinquecentesca Controriforma ma con le cappelle laterali magnifiche e intatte. Affreschi trecenteschi di Agnolo Gaddi, le due cappelle, Peruzzi e Bardi, affrescate da Giotto con le storie di San Giovanni Battista e quelle di San Giovanni Evangelista, opere di Mino da Fiesole, Donatello e tanti altri grandi artisti di quei prolifici anni.
Nel bel refettorio oggi è tornato anche il Cristo di Cimabue rovinato dalla furia dell’Arno nel 1966.
Santa Croce è un concentrato di opere d’arte.  Oggi è polo Museale ampio che comprende giardini e convento.

Tempio dell’itale glorie

Santa Croce è il tempio dove riposano le glorie italiane, uomini che l’hanno resa orgogliosa. Fu Ugo Foscolo a definire la basilica Tempio dell’itale glorie e qui riposano Michelangelo, Machiavelli, Galileo, Leon Battista Alberti, Vittorio Alfieri, Gioachino Rossini e tanti altri ancora.

Cupola del Brunelleschi – Foto Roberta Capanni

Il nostro giro veloce di Firenze si conclude in Piazza Duomo. Santa Maria del Fiore

 

Non si può perdere Santa Maria del Fiore, il Duomo di Firenze. Per tornare indietro sicuramente possiamo godere di un altro pezzo di Firenze medievale. Attraversata  piazza  Santa Croce, con le spalle alla basilica, si entra nella stretta via dell’Anguillara  sbucando nuovamente  in Piazza San Firenze. Tenendosi a destra si rasenta un altro palazzo storico: il Bargello. Iniziato alla metà del 1200 ospitava il “capitano del Popolo” quando Firenze era libero comune e oggi prestigioso Museo.

Percorriamo ora via Pandolfini per arrivare al Duomo ma… da dietro. Questa, a mio avviso, è  la migliore prospettiva per avere la visione di cosa è questa chiesa. Ci si trova, infatti, proprio sotto l’enorme cupola del Brunelleschi e l’impatto è di grande effetto.
Firenze è città dedicata a Maria Madre di Dio e non poteva che dedicare la sua cattedrale  a Santa Maria del Fiore. Un bassorilievo posto tra il campanile di Giotto e il lato esterno lo ricorda.

Cupola di Brunelleschi Firenze

Da sotto la cupola, sul dietro della Cattedrale, si vede tutta la sua imponenza. Iniziata nel 1420 la cupola è il progetto dell’architetto Filippo Brunelleschi , uomo dai modi spicci e fiorentino nell’animo. Qui, se non soffrite di vertigini, una visita ci sta. Belle le tante storie intorno alla sua costruzione dalla “lanterna per polli” alla nascita del peposo imprunetino.

Battistero di san Giovanni Firenze – foto di Roberta Capanni

Il Battistero

Seguendo la cupola si costeggia il lato destro della cattedrale, si passa davanti alla porta della mandorla per arrivare sul sacrato: siamo in piazza San Giovanni. Davanti alla facciata imponente c’è il mitico “bel San Giovanni” di dantesca memoria, il battistero, la chiesa più misteriosa di Firenze. Tempio di Marte, Chiesa del VII secolo, luogo per investiture di cavalieri, battistero con le sue porte in bronzo ( originali nel Museo alle sue spalle)

Il campanile

Sicuramente attirerà il vostro sguardo anche il campanile di Giotto. Progettato da Arnolfo di Cambio nel 1298 nel 1334 fu affidato a Giotto che  lo pensò di oltre 110 metri. Per arrivare in cima ci sono 398 gli scalini originali.

San Lorenzo

Nei tours non c’è ma come si fa a saltare” La chiesa di San Lorenzo? Ecco a voi la chiesa dei signori di Firenze, i Medici. Il loro palazzo era proprio a due passi, il retro con il bel cortile,  si affaccia a pochi metri. Chiesa non finita, senza facciata, ancora a “vivo”. Fu consacrata  come  cattedrale di Firenze nel 393 alla presenza di Sant’Ambrogio e di san Zanobi un santo particolarmente importante per Firenze con “miracoli all’attivo”.

Chiesa di San Lorenzo in una normale mattinata invernale cittadina- Foto R. Capanni

Le cappelle Medicee e le tombe dei Signori di Firenze.

Lasciata la Basilica di San Lorenzo, fiancheggiandola sulla sinistra si arriva alle Cappelle Medicee. Qui la famiglia che ha reso grande Firenze riposa, più o meno in pace. Tra moglie vere e amanti, figli legittimi e illegittimi ( per storie curiose su Firenze ecco un consiglio)  Ma la cosa più importante è lei, l’ultima discendente,  Maria Luisa de’ Medici  la donna che, finita la dinastia, con il famoso Patto di famiglia, fece in modo che nessun opera d’arte potesse più lasciare Firenze. Regalò ai fiorentini il patrimonio di opere d’arte accumulato nei secoli grazie all’appoggio alle arti e sostegno agli artisti che la famiglia aveva dato.

Siamo alla fine del nostro giro esplorativo veloce.  Prendiamo via del Melarancio e siamo di nuovo in Piazza dell’Unità Italiana praticamente in Piazza della Stazione. Ma Firenze non finisce certo qui.

 

Questo il vostro percorso e…

E questo ciò che vi aspetta

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