Rimini è per me una felice consuetudine, un’abitudine che diventa usanza e tradizione e non invecchia mai, semmai si nutre. Ed io con lei.
Così il mar Adriatico torna nella mia estate 2019.

È così che, mentre sono immerso (con altri giurati!) nella preselezione delle centinaia di cortometraggi iscritti ad Amarcort 2019 , il bel festival riminese che si terrà a novembre, diretto da Simona Meriggi, colei che ha il merito di avermi aperto la strada per la città di Federico Fellini, un giovedì di luglio mi ritrovo in treno, diretto al Cartoon Club di Sabrina Zanetti. Simona e Sabrina, due care amiche per me. Grazie al cinema, grazie a Rimini (LEGGI).

Quest’anno non sono solo, come invece nelle passate occasioni. Infatti, dopo il primo giorno che gastronomicamente inauguro con una sana piada a prosciutto cotto e verdure grigliate presso il Chiosco Aragosta , quindi mi dedico alla seduta di giuria del Cartoon Club (alla fine premieremo ‘Widdershins’, di Simon P. Biggs, corto scozzese del 2018) e chiudo alla trattoria di mare La Marianna , a due passi dal mitico ponte Tiberio, con una cena fatta di cinema, manga, anime, cartoons e… speciali e artigianali strozzapreti allo scoglio (cozze, vongole e gamberi), annaffiati da un fresco vino frizzante della casa, dopo tutto questo, dicevo, il venerdì mi raggiungono mia moglie Raffaella e mio figlio Filippo!

Rimini: il secondo giorno

Con loro ci corroboriamo con una sosta alla Gelateria Nuovo Fiore , attiva dal 1964, dove, alla faccia della dieta, mi concedo una coppetta ai gusti di soia normale, soia al cioccolato e cocomero (quindi in realtà sto comunque a stecchetto!), e andiamo poi all’appuntamento delle 18 alla Libreria Feltrinelli. È lì che dobbiamo presentare il libro illustrato ‘Favole per Irene’ , mio e di Filippo. Ci introduce Sabrina Zanetti e riusciamo anche a collegarci via Skype proprio con mia figlia Irene, che si trova ad Amburgo per il dottorato. Pubblico attento, amicizie nuove che si creano, bello! Anche questo è Rimini…

Emozioni tra libreria e museo

Faccio una digressione, un salto temporale al sabato pomeriggio. C’è un motivo ed è sempre ‘Favole per Irene’. Cartoon Club, oltre alla presentazione in libreria, ha organizzato al Museo della Città anche un workshop dedicato ai disegni di Filippo e alle mie storie. Ecco, lì accade una piccola grande magia: ci troviamo, infatti, a interagire con un altro workshop, quello sul linguaggio dei segni, curato dall’associazione InSegniApprendi. Qual è la magia? Noè, una travolgente insegnante di sostegno e collaboratrice del festival, improvvisa la lettura di una delle favole, nella fattispecie ‘Francesca nel Presepe’, mentre l’amico di InSegniApprendi Patricio Castillo Varela la traduce proprio nel linguaggio dei segni. Emozionante.

Tra l’altro, per rimanere nell’àmbito culinario, in quella stessa occasione laboratoriale ci cimentiamo nell’apprendimento delle parole della gastronomia, dai tortellini alla pizza, dal formaggio agli spaghetti, dalla pentola al tostapane elettrico! Con quanto successo? Non ve lo dico!

Ma torniamo indietro, al venerdì sera che consacriamo al policromo universo dei cosplayers di Riminicomix (https://www.riminicomix.it/), incontrando l’avventuroso Jack Sparrow, il romanticismo favolistico della Bella e la Bestia, il temibile Freddy Krueger di ‘Nightmare’, il più classico degli Spiderman, e poi zombies e supereroi vari, in una girandola di costumi e colori che personalmente apprezzo anche grazie alla sostanziosa fisicità di una pizza nduja, peperone e squacquerone (con abbondante aggiunta di peperoncino) di Osteria e Pataca nel cuore di Marina Centro, gustata con la famiglia e insieme alla mia compagna del liceo, la dolce Maura, che vive a Rimini da molti anni, al suo compagno Ariano e al nuovo amico (direttamente dalla giuria) Giorgio Ghisolfi.

Il sabato dei workshop pomeridiani al Museo della Città ha un piacevole prologo al mattino. Lungo il vialetto con prato che conduce al Bagno 26 (al cui Ristorante Tiki ordiniamo poi una semplicissima insalata di farro), si svolge l’evento di Cartoon Club ‘Fumetto on the Beach’, che consiste nell’avere a disposizione almeno una quindicina di disegnatori e fumettisti di caratura nazionale, pronti a farti il ritratto o la caricatura! È così che, grazie al tratto veloce e pungente di Marco Martellini, Raffaella diventa Wonder Woman, Filippo Sampei, Irene Desdy Metus e io… Freddy Krueger! Troppo divertente!

Sì, troppo divertente: dopo il parco pranzo ci vuole un gelato all’altezza. Andiamo alla Gelateria Romana di piazza Ferrari (dal 1947), davanti alla splendida Domus del Chirurgo, di epoca imperiale romana (consiglio la visita). La mia scelta cade su una coppetta al pesto di pistacchio e menta bianca al naturale. Squisita!

Del pomeriggio al Museo della Città si è detto. Resta da menzionare con soddisfazione la cena al ristorante emiliano-romagnolo Nud e Crud , dove, insieme alla simpatia di Simona Meriggi e dei suoi gemellini Viola e Niccolò, detti anche Bibì e Bibò, assaggiamo un meritevole cassone alle erbette di stagione. La giornata si chiude con le premiazioni di Cartoon Club al sempre affascinante Fulgor la sala del primo incontro di Federico Fellini con il cinema…

La domenica, come da tradizione, allegro e movimentato pranzo finale di Cartoon Club a Amorimini Food&Wine, il cui buffet variopinto e assai ricco che sarebbe troppo lungo descrivere ben si sposa con l’atmosfera briosa dell’intera famiglia di Cartoon Club riunita intorno a più tavoli.

Per digerire il tutto e tenere desta la mia attenzione al mondo circostante, al posto della classica tazzina preferisco un gradito ritorno alla Gelateria Romana con un’ottima granita. Al caffè, naturalmente!

In bellezza e scioltezza l’ultima sera. La necessità (che si rivelerà vincente!) di proteggere la dieta faticosamente avviata prima di partire mi spinge a un’altra gelateria, la centralissima La Scintilla, per cenare con una coppetta con mojito, variegato amarena e fichi caramellati (questi ultimi sono praticamente una citazione dell’analoga visita del 2018!).

Infine, dopo essermi lasciato andare a un’occasione montaliana di pseudo-poesia in piazza Cavour (“i tramonti condurranno ad albe / fino a che gli uccelli svirgoleranno senza tregua / lasciando ferite in quel che resta del cielo”), arrivo alla Nuova Arena Francesca da Rimini, sotto lo sguardo imponente ed elegante di Castelsismondo, uno dei luoghi più magici della città, dove si svolge la serata conclusiva del progetto [email protected], al quale ha partecipato anche ‘Favole per Irene’, con la presentazione del progetto InSegniApprendi, a cura del già citato Patricio Castillo Varela, della Comunità Papa Giovanni XXIII, e l’evento “Tutti uguali, tutti diversi”, cortometraggi animati sul tema della disabilità.

Il lunedì mattina, la partenza, il treno, l’attraversamento dell’Appennino da Faenza a bordo di un bus sostitutivo per interruzione causa lavori della tratta fino a Borgo San Lorenzo, il rientro a Firenze terminando il libro che stavo leggendo (‘Mio fratello rincorre i dinosauri’, di Giacomo Mazzariol) e divorandomene per intero un secondo (‘Le poche cose certe’, di Valentina Farinaccio), e infine il caffè buono e casalingo di mamma Teresa, subito raggiunta.

La partenza, ho scritto. Diciamo piuttosto una partenza relativa. Qualcosa di me, ormai, a Rimini rimane sempre…

Raffaella, Enrico e Filippo