Dalla Via della Fiaba al paese di Leonardo.
Da Collodi a Vinci, camminando a mezza costa tra colline, oliveti e campi in fiore

Abbiamo deciso di fare questo percorso a piedi perché le colline di Pistoia custodiscono sulla loro sommità, una serie di borghi e castelli molto ravvicinati. Siamo partiti da Collodi il paese di Pinocchio perchè questa è senza dubbio la migliore storia mai scritta. Carlo Lorenzini, in arte Collodi, attraverso il suo personaggio raccontò una società che possiamo definire “senza tempo”, dove l’animo umano si mette in mostra cdon pregi e difetti.
Con noi oggi c’è Barbara, la nostra amica statunitense che non sa cosa l’aspetta in questo territorio un po’ fuori dalle rotte del turismo di stampo classico.

La nostra partenza è da Collodi Castello per dare uno sguardo dall’alto. Un borgo piccolo piccolo dove si trova la Pieve di San Bartolomeo del XII secolo. Il silenzio regna sovrano perché in questo periodo non c’è praticamente nessuno. Scendiamo verso Collodi per la via della Fiaba accompagnati dagli uccellini che cinguettano, un cagnolino che ci abbaia dietro in attesa della padrona, e la vista dei prati pieni di fiori.

Una volta a Collodi abbiamo deciso però di non fermarci a Villa Garzoni per vedere il Parco di Pinocchio ma  di proseguire subito per Pescia.

Collodi castello – Pieve di San Bartolommeo

La cittadina ha origini longobarde e vale la visita. Ci sono diverse cose da vedere, sicuramente è interessante la chiesa gotica di San Francesco, dove ci sono diversi affreschi. In particolare c’è la tavola di  La tavola di San Francesco e gli episodi della sua vita (1235) di Bonaventura Berlinghieri.  Datata 1235 che  è la prima raffigurazione dell’iconografia di San Francesco. Di interesse anche il Museo della Carta e il Convento di Colleviti.

Passeggiare tra olivi e prati in fiore non ha prezzo!

 Il nostro itinerario prosegue verso Uzzano Castello, un borgo medievale dove si trovano B&B e fontane dove riempiere la borraccia. Ai piedi del Borgo si trova la via Cassia che si incontra con la via Clodia. Sempre in collina collina c’è anche la Villa Anzilotti o villa del Castellaccio dove Giacomo Puccini, costretto da Ricordi, finì di scrivere la Boheme.

Il pranzo in trattoria: minestra di farro e cioncia

Questa lunga passeggiata sulla strada dei Borghi e dei castelli della Valdinievole è davvero incantevole. Quando arriviamo a Stignano, luogo natale dell’umanista Coluccio Salutati che verso la fine del 1300 divenne cancelliere della repubblica Fiorentina, la fame si fa proprio sentire. È ora di pranzo e a Borgo a Buggiano, nell’area dove un tempo si teneva il mercato del bestiame oggi diventata parcheggio,  ci aspetta una vera trattoria di campagna con i piatti semplici e  genuini di una volta.

Cioncia e minestra di farro e fagioli

Tovaglie a quadri, fare sbrigativo ma gentile e piatti che arrivano in tavola appena richiesti la trattoria Il Mercato (0572 32050) è ideale per una sosta saporita ed economica. Minestra di farro, cioncia (il piatto tipico fatto con la guancia di vitello), verdure di stagione, fagioli, mezzo litro di rosso e siamo pronti per ripartire

da Collodi a Vinci a piedi: la villa dimenticata

Prima di risalire in collina però vogliamo dare uno sguardo a  Villa di Bellavista, un meraviglioso complesso Il cui nome deriva dallo splendido panorama sul  Montalbano fino alla valle dell’Arno. Un tempo ricca di giardini e adorna di fontane e statue, era considerata la villa più bella d’Italia dopo la  reggia di Caserta.  Affidata ai pompieri, che fino agli anni ’60 aveva qui una casa di accoglienza per i loro orfani, oggi questa bellissima costruzione è chiusa e di proprietà  del Ministero dell’Interno che sembra essersi dimenticato di questo gioiello.

Villa di Bellavista

Il viaggio in collina riprende a mezza costa per Cozzile, Massa fino a Montecatini Alto con il suo panorama unico, i suoi deliziosi caffè e dove si trova la reliquia di Santa Barbara. Il panorama che si gode da Montecatini Alto è veramente bello e il paese val la pena di essere visitato. Anche chi non cammina può fermarsi a Montecatini Terme e poi salire su con la funicolare che però apre solo nella bella stagione. Qui a Montecatini i luoghi per dormire, tra hotel e B&B, sono tanti ma noi siamo stati ospitati da un’amica e quindi ci godiamo una  notte di riposo prima di ripartire.

Secondo giorno

Nonostante la giornata ventosa, il nostro secondo giorno di percorso ci porta verso Monsummano Terme. Fu costruita per volere  di Ferdinando I  Granduca di toscana nel 1600 attorno al Santuario di Nostra Signora di Fontenuova, sorto proprio dove la vergine fece sgorgare una fonte miracolosa. Qui torneremo presto per soggiornare e godere delle Terme.

Monsummano,  è anche il luogo di nascita  dell’attore francese Yves Montand e del poeta italiano Giuseppe Giusti. Oggi è anche meta di chi vuol godere delle raffinate ed eleganti terme della grotta Giusti.

Monsummano Alto: Chiesa di San Niccolò e resti del castello.

Decidiamo poi di affrontare la ripida la salita verso Monsummano Alto. Arrivati in cima comunque  la vista ripaga dello sforzo.I resti del castello di origine longobarde, sorto probabilmente su un agglomerato etrusco, emanano ancora il loro fascino e l’ampio panorama, oggi abitato, fa pensare a come doveva essere la vista della fertile piana quando era ancora padule. Padule che oggi resta solo nell’area di Fucecchio.

Proseguiamo sul Montelabano, la catena montuosa che si estende  tra le province di Pistoia, prato e Firenze, dirigendoci verso  Monte Vettolini e Larciano .Visiteremo il suo museo della preistoria per poi dirigere verso Vinci. Ci aspettano Leonardo e il castello dei conti Guidi. Ma questa è un’altra storia che vi racconteremo nel prossimo itinerario.

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