Vi siete mai chiesti dove e come nasce il Made in Italy? La storia parte dall’intuizione di un uomo, il Marchese Giovanni Battista Giorgini, che nel lontano 1951 dette l’avvio ad un sogno. Un sogno che parte da Firenze…

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Esistono angoli delle nostre città dove il tempo pare essersi fermato. Luoghi riparati dalla fretta del tempo, invisibili dalle strade dove veicoli rumorosi spezzano ogni incantesimo.  Via della Pergola a Firenze, un tempo era un luogo al limite della cerchia delle mura poi abbattute per i cinque folli anni di Firenze Capitale, una strada oggi centralissima dove 350 anni fa fu eretto il teatro della Pergola. Qui nell’800 il  tenore Augusto Brogi, grande amico di Verdi, creò il suo buen retiro a due passi dal luogo di lavoro ma nella pace dei giardini. Ed è in questo luogo oggi centrale ma appartato che si trova la storia del seme del “Made in Italy”.

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Made in Italy

La residenza, grazie alla lungimiranza di Neri Fadigati,  oggi è diventata un piccolo e curatissimo B&B, Residenza il Villino, immerso nella pura atmosfera toscana, tra pavimenti in cotto, soffitti con travi a vista e lo sfondo della Cupola del Brunelleschi: ed è qui che si trova l’Archivio Giorgini.

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Neri Fatigati e Giovan Battista Giorgini

Si deve, infatti, ancora a Neri Fadigati se oggi possiamo ripercorrere la storia della moda italiana conosciuta in tutto il mondo, è lui che messo insieme, catalogato, ritrovato, aggiunto, ricostruito pezzo dopo pezzo, il percorso che portò il nonno Giovanni Battista Giorgini  a far sì che la moda italiana trionfasse nel mondo.
Neri Fadigati ci ha aperto del porte del suo archivio con la gentilezza e l’eleganza che lo contraddistinguono. Bevendo un caffè nel cortile fiorito ci siamo immersi nella storia della sua famiglia.

Giovanni Battista Giorgini lasciò l’azienda di marmi in Versilia per stabilirsi a Firenze negli anni ’20; aveva contatti con compratori di molte parti del mondo, soprattutto americani, a cui proponeva merce lavorata dagli artigiani italiani, artigiani che lui definiva  come “i suoi collaboratori”. La crisi del 1930 bloccò il suo lavoro di esportazione ma Giorgini, non si perse d’animo, vendé la bella villa che aveva sulle colline di Firenze e pagò tutti i suoi artigiani. 

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L’eleganza a Firenze

Finita la guerra, i suoi contatti con l’America gli permisero di riprendere gli affari con i maggiori compratori. Ma Giorgini era un uomo attento e presto si rese conto che il vento stava cambiando che stava nascendo una nuova classe di persone, una borghesia agiata, che aspirava all’eleganza, alla ricercatezza.  Nel mondo la moda “era” quella francese: i compratori ricercavano e richiedevano etichette dai nomi francesi anche sui capi prodotti in Italia e questo al vulcanico Marchese non andava.

Decise allora di invertire la tendenza e di non portare i campionari oltreoceano ma di far venire direttamente in Italia i maggiori buyers. Era il 12 febbraio 1951 quando, nel salone della sua casa fiorentina, davanti a soli 5 compratori stranieri sfilarono i capi dei maggiori creatori di moda italiani: Sorelle Fontana, Emilio Pucci, Simonetta, Capucci…

Qualche giorno dopo i giornali francesi già titolavano che “la moda italiana minacciava il monopolio francese”. Fu un’autentica “bomba”, già la sfilata successiva contava 300 compratori. Si rese necessaria una nuova sede e così a Giorgini fu concessa la Sala Bianca di Palazzo Pitti: la leggenda era iniziata.
Una storia affascinante che si ripercorre leggendo le migliaia di articoli e di immagini dell’archivio, una storia fatta di ingegno, voglia di fare, capacità e competenza, amore per l’arte in ogni sua forma.

Roberta Capanni

L’Archivio Giorgini è visitabile su appuntamento:  [email protected]
Residenza Il Villino – Via della Pergola, 53 | 50121 Firenze  Email: [email protected]