L’altro giorno ho passeggiato per il centro di Sesto Fiorentino. Direte voi: e allora? Allora mi sono accorta di essere in un paese accogliente e guardandomi intorno mi è venuta voglia di andare, anzi tornare, ad esplorare strade e stradine che dolcemente salgono e attraversano le colline.

Una vista bellissima. Il territorio di Sesto ha molto da offrire ma chi viene in Toscana ha come meta il Chianti. Poi raggiunge Fiesole, si bea delle bellezze delle città dimenticandosi delle colline che le coronano. Si perde la preziosità di piccoli paesi e borghi che non salgono alla ribalta delle cronache di viaggio per una certa “ritrosia” dei loro abitanti.  Comunicano le loro bellezze e i loro prodotti di eccellenza (qui si fa un olio extra vergine buonissimo) ma “il giusto”.

Realtà importanti per tutto il territorio italiano.

Sesto Fiorentino e il suo territorio gelosamente custodito. . .Per queste colline pievi e borghi sono lì ad aspettare il viaggiatore (e non il turista perché chi ci segue sa che a noi non interessa il turismo di sfruttamento ma il viaggiatore che vuol entrare dentro la cultura del territorio che attraversa).

E allora vedere Sesto mi fa tornare in mente le gite domenicali a prendere il fresco a Monte Morello a guardare dall’alto la città “sommersa” sotto una cappa di caldo. Mi fa tornare in mente Cercina e la Pieve romanica di Sant’Andrea con il suo affresco del Ghirlandaio immersa in quel paesaggio tipicamente toscano fatto di olivi. Il frinire di cicale in estate. E il fritto famoso dove lo mettiamo? E l’escursione alla Tomba Etrusca della Montagnola?

Via via bisogna tornare a Sesto. Per una bella fettunta. Chi si unisce alla nostra redazione? Scriveteci: [email protected]